TERZACI
mercoledì 5 gennaio 2011
I prof
Da ragazzi li si guarda come creature particolari, figure così strane, figure appunto, non persone. Il sentimento che li accompagna è senz'altro "odioamore", salvo poi dimenticarsene completamente come è successo a me....ad un certo punto il mio ricordo della Fabietti era di un'anziana signora coi capelli bianchi in un vestito azzurro...e invece no!! la Fabietti era la prof. di matematica un po' clauticante che ci "terrorizzava" coi compiti in classe...e la Eichorn?...io ricordo l'aula di disegno come una stanza buia e grave e noi chini sui banchi a torturare dei fogli bianchi coi colori più improbabili... poi però c'era il Mores.......
martedì 21 dicembre 2010
Cominciamo con una foto. Cominciamo con LA foto.
E' un inizio un po' banale forse, ma il migliore possibile. Le nostre facce in prima fila, lì ad osservarci...(a giudicarci?).
Noi.
Eppure non siamo cambiati.
Le voci, la cadenza, i gesti, gli sguardi, le smorfie, i sorrisi...sono praticamente gli stessi. A confermare che ciò che siamo nell'adolescenza è già ciò che saremo come uomini/donne.
Fra tutte le esperienze di gruppo ( le diverse scuole, il militare, il lavoro ) sicuramente la 3c è quella che mi è rimasta dentro ( tutta? ), le persone che avrei voluto incontrare e rivedere....
Questo vorrebbe essere il nostro luogo. Segreto, ma non troppo, certamente privilegiato, un luogo dove poter ricordare e raccontare, scambiare sensazioni e nascondersi se occorre.
Ci vediamo quì.
E' un inizio un po' banale forse, ma il migliore possibile. Le nostre facce in prima fila, lì ad osservarci...(a giudicarci?).
Noi.
Eppure non siamo cambiati.
Le voci, la cadenza, i gesti, gli sguardi, le smorfie, i sorrisi...sono praticamente gli stessi. A confermare che ciò che siamo nell'adolescenza è già ciò che saremo come uomini/donne.
Fra tutte le esperienze di gruppo ( le diverse scuole, il militare, il lavoro ) sicuramente la 3c è quella che mi è rimasta dentro ( tutta? ), le persone che avrei voluto incontrare e rivedere....
Questo vorrebbe essere il nostro luogo. Segreto, ma non troppo, certamente privilegiato, un luogo dove poter ricordare e raccontare, scambiare sensazioni e nascondersi se occorre.
Ci vediamo quì.
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